The Spirit (regia: Frank Miller, 2008)

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The Spirit (regia: Frank Miller, 2008)

Messaggio  Fax AdM il Mar Dic 30, 2008 12:16 pm



Titolo originale: The Spirit
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Azione, Drammatico
Durata: 108'
Regia: Frank Miller
Sito ufficiale: www.mycityscreams.com
Sito italiano: www.sonypictures.it/film/thespirit

Cast: Scarlett Johansson, Samuel L. Jackson, Eva Mendes, Gabriel Macht, Paz Vega, Jaime King, Sarah Paulson, Stana Katic, Johnny Simmons
Produzione: Lionsgate, Odd Lot Entertainment


Trama
Tratto dal famoso fumetto "The Spirit" di Will Eisner ed ambientato nella buia e misteriosa Central City, il film racconta le gesta di un ex poliziotto ritornato dalla morte nei panni di "The Spirit" una sorta di giustiziere che combatte il crimine della città. Il suo antagonista e pericolo numero uno per la città é Octopus, il cui progetto é quello di radere al suolo la città e conquistare l'immortalità. Protagoniste del film, anche una manciata di donne che entreranno in contatto con "The Spirit", ognuna con intenti diversi...


Recensione
Dopo aver sognato, sperimentato e giocato con Sin City e 300, Frank Miller rompe finalmente gli indugi e abbandona matite e chine per prestare il proprio occhio alla macchina da presa. Nasce così "The Spirit", omaggio a uno dei maestri di Miller e maestro del fumetto tout court Will Eisner. In effetti Spirit, uscito per la prima volta nel 1940, è l'autentico capo stipite del supereroisimo moderno ed è portatore di elementi che sulla carta diventeranno ricorrenti fino ai giorni nostri. "The Spirit" in fondo è il primo supereroe profondamente legato a una città (Central City), con un rapporto privilegiato con la polizia locale e virtualmente indistruttibile grazie a capacità impressionanti di rigenerazione. La vicenda è abbastanza lineare e intorno alle origini del supereroe, tratto ormai caratteristico delle pellicole di genere.

La cosa più importante di "The Spirit", al di là della sceneggiatura (fase della creazione in cui Miller non è mai stato particolarmente forte) è l'aspetto visuale, immediatamente riconoscibile all'occhio dell'appassionato delle opere del Miller-disegnatore. Molto più che in "Sin City" e in "300", in "The Spirit" si realizza completamente la transizione fra tavola e schermo, e compare in tutta la sua cupezza la visione del mondo milleriana, fatta di luci accecanti e ombre taglienti in cui scintilla a tratti un dettaglio fortemente simbolico: una cravatta rossa, un luccicare di diamanti, il bianco degli occhi, eccetera. Questa poetica della luce quasi manichea (e cioè ispirata a una visione del bene e del male senza compromessi e "zone grigie"), si riflette anche nella concezione dei personaggi, creature monolitiche e squadrate guidate soltanto dalla propria visione del mondo e dal senso della propria missione. In realtà Spirit si discosta parecchio dal tipico personaggio milleriano, con il suo atteggiamento ironico e al limite del lezioso (Spirit è anche un donnaiolo impenitente). Questo cambio di registro è per la verità molto insolito per il maestro del chiaroscuro ed è anche il punto più debole del film.

Chi conosce Miller sa benissimo che non è l'autore delle mezze misure: ci troviamo sempre di fronte a personaggi estremi in situazioni estreme. L'ironia è un registro stilistico che si basa su meccanismi estremamente delicati che devono essere continuamente bilanciati con una sapienza da farmacista. Il minimo eccesso porta a stonature di tipo trash che conducono lentamente a un grottesco debordante ai limiti dell'irritazione. I dialoghi, pensati evidentemente per la tavola, riportati sul grande schermo diventano poi di una bruttezza rara, portata peraltro all'esasperazione con la ripetizione di frasi identiche da parte dei (pur bravi) attori.
Miller diventa molto più convincente quando abbandona il freno di questa (finta) ironia e si abbandona all'eccesso visuale privo di compromessi. Da questo punto di vista la scena bizzarra che unisce nazismo, odontoiatria e danza del ventre (!!!) è davvero da culto.
E' evidente che tutto il film troverà una propria nicchia di fedelissimi, ma resta tuttavia molto debole nella struttura e nei dialoghi. Quello che davvero rimane di nobile in questo Spirit è una visionarietà mozzafiato che lo rende comunque imperdibile... per la perfezione purtroppo Miller dovrà lavorare ancora parecchio.
Attendiamo con trepidazione e speranza.


La frase
"Portatemi una cravatta, e che sia rossa!"


Trailer




(fonte: www.filmup.it)


Ultima modifica di Fax AdM il Mar Dic 30, 2008 1:17 pm, modificato 4 volte

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Re: The Spirit (regia: Frank Miller, 2008)

Messaggio  Fax AdM il Mar Dic 30, 2008 12:38 pm

Sono andato a vederlo così, per caso... non c'avevamo un ca**o da fare la sera di Natale...
Sono entrato nella sala fiducioso perchè:
1) il regista è Frank Miller ("quello di Sin City")
2) c'è Scarlett Johansson

Sono uscito dall'affollatissimo multisala abbastanza deluso e amareggiato (6,50 euro avrei potuto spenderli diversamente).
Non sono un cultore del genere, quindi da ignorante l'unico film che posso paragonare a questo è Sin City... ed è un paragone che non va assolutamente fatto perchè Sin City è un capolavoro... questo no.
Sin City aveva una storia un tantino più "realistica", questo ha una storia un tantino assurda... e vabbbè, ma è un fumetto... oooooooookk...
Ma i dialoghi sono stupidi e, a parte qualche isolato momento che merita attenzione, nel complesso sono davvero brutti.
Interessante il ruolo dell'eroe che dà il nome al film che veste un ruolo in secondo piano rispetto ad altri personaggi.
Fantastica (ma non c'è bisogno di puntualizzarlo) l'interpretazione di Samuel L. Jackson.
Infine: Scarlett Johansson è proprio bbona! (vabbè... ma io ho un debole per lei)

Voto (molto) personale: 5/10



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