Tesis (regia: Alejandro Amenábar, 1996)

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Tesis (regia: Alejandro Amenábar, 1996)

Messaggio  Fax AdM il Mar Dic 30, 2008 6:34 pm



Titolo originale: Tesis
Nazione: Spagna
Anno: 1996
Genere: Drammatico/Horror/Thriller
Durata: 125'
Regia: Alejandro Amenábar
Sito italiano: www.luckyred.it/tesis

Cast: Ana Torrent, Fele Martínez, Eduardo Noriega
Produzione: Las Producciones del Escorpión, Sogepaq


Trama
Mentre sta lavorando ad una tesi sulla violenza, Angela (Ana Torrent), trova un video snuff, dove una ragazza viene torturata sino alla morte. Presto scoprirà che la ragazza era una studentessa della sua facoltà.


Recensione
Sembra quasi incredibile che Alejandro Amenabar (Apri gli Occhi), a soli 23 anni abbia confezionato questo bel thriller capace non solo di tenere in tensione lo spettatore, ma di mischiare le carte sino alla fine concedendo indizi, senza però mai barare, che non svelano il "plot" fino al termine.

Angela (Ana Torrent), studentessa dell'Accademia di Cinematografia di Madrid, sta svolgendo una tesi sulla violenza nel cinema e nella televisione. Alla ricerca di materiale censurato o comunque decisamente sopra le righe, si imbatte in un VHS di uno "snuff movie" (film amatoriali in cui vengono riprese vere violenze su una persona e che spesso si concludono con la morte di quest'ultima).
Ignara dell'importanza di ciò in cui si è casualmente imbattuta, Angela coinvolge un suo compagno di corso: Chema (Fele Martinez), esperto in film trasgressivi.
Travolti dal vortice degli eventi, che li costringe ad investigare in prima persona sul contenuto della cassetta, e incapaci di fidarsi di chiunque, compresi loro stessi, Angela e Chema rischieranno di diventare i protagonisti del prossimo video.

Il film, che riecheggia 8MM di Joel Schumacher ma con ben altro spessore, oltre ad essere ben costruito, rivela un andamento registico che rispecchia la situazione in cui si trovano i protagonisti con rallentamenti e luci che sottolineano l'atmosfera a volte claustrofobica a volte rassenerante che li accompagna.
I numerosi momenti di tensione e di violenza, principalmente psicologica, vengono sapientemente allentati da battute e situazioni di cui si fa carico il personaggio di Chema (che personalmente mi ricorda, non solo fisicamente, Johnny Depp). Amenabar non ha mai bisogno di "sbatterci in faccia" sangue o scene di cruda violenza, gli basta un accenno, un suono, un urlo (come Nancy Allen in "Blow Out" di De Palma) per catturare l'attenzione. Nessuno se la sente di vedere la cassetta, gli unici disposti a farlo sembrano essere i giornalisti dei network televisivi, sempre pronti a tramutare il piccolo schermo in una sorta di immondezzaio umano in nome del dio-audience.

All'interno della sua opera Amenabar riesce anche ad inserire la sua personale visione del cinema Spagnolo, più in crisi di quello italiano (il che è tutto dire), ovvero che in Spagna il cinema non esiste perché non è un'industria, non produce denaro, e se non produci denaro non hai futuro (per questo continuiamo a girare i vari "Vacanze di Natale"). Il regista deve capire ciò che il pubblico desidera e quindi darglielo, solo così si può rivitalizzare l'industria. Certo sorge spontanea una domanda: l'aspetto artistico dove finisce se ci si piega ad una legge di mero consumismo?

L'ultima nota riguarda la SONY, onnipresente nel film; sponsor economico o demone tecnologico da associare all'aspetto peggiore dell'animo umano? Forse un po' l'uno e un po' l'altro.

Curiosità: La casa di Chema è un continuo tributo al cinema horror e splatter. Dalle locandine di grandi classici come "Nosferatu" a un manichino ridotto come un puntaspilli in onore di "Hellraiser". Trovarli tutti è un'impresa titanica.


La frase
"In questo appartamento ci viveva mia nonna, ma dall'altro anno ha sgombrato per sempre!"


Trailer



(fonte: www.filmup.it)

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Re: Tesis (regia: Alejandro Amenábar, 1996)

Messaggio  Fax AdM il Mar Dic 30, 2008 6:57 pm

Un thriller/horror senza sangue (o comunque mostrato poco). E' questa la caratteristica principale di questo film che può essere sottovalutato rispetto ai classici del genere di stampo tipicamente americano, ma che riesce a tenere incollati alla poltrona fino all'ultimo secondo senza riuscire a comprendere come andrà a finire. Lo stato di tensione che il regista riesce a creare nello spettatore è veicolato da una fotografia oscura, un montaggio lento e da un continuo immaginare situazioni non esplicitamente manifestate.
Un film concepito e strutturato in maniera lucida e creativa. E pensare che questo è soltanto il primo lungometraggio di un giovanissimo Alejandro Amenábar! Lo stesso regista dirigerà negli anni a venire "Apri gli occhi" (del 1997, soggetto successivamente riproposto da Cameron Crowe sotto il nome di "Vanilla Sky", nel 2001) e The Others (del 2001 con Nicole Kidman).
Non sono un amante del genere, ma le emozioni che mi ha suscitato questa pellicola mi portano a dare un giudizio assolutamente positivo.

Voto: 7,5/10

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