Alemanno cancella il Festival di Fotografia

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Alemanno cancella il Festival di Fotografia

Messaggio  Fax AdM il Mer Ott 08, 2008 6:33 pm

Capace di attirare 200mila visitatori, di dipanarsi in 143 diverse mostre, con un costo totale di 187.500 euro, eppur soppresso dal programma del Comune di Roma perché troppo dispendioso. E' la paradossale sorte che potrebbe toccare a FotoGrafia, il Festival internazionale, la cui ottava edizione era (è?) programmata per la prossima primavera.

Il proposito del Comune di Roma di non sostenere più l'iniziativa è stato comunicato improvvisamente dall'assessore alla Cultura, Umberto Croppi, al termine di un incontro con i direttori delle accademie e degli istituti stranieri presenti nella Capitare, indetto per creare una rete stabile di rapporti culturali di livello internazionale. Al posto di FotoGrafia, altre iniziative come un "festival della letteratura dei migranti" e le mostra per i 100 anni del Manifesto futurista e per i 40 dello sbarco sulla luna.

Roma, e l'Italia, rischiano così di perdere un evento che in pochi anni si era trasformato in un punto di riferimento internazionale per il mondo della fotografia e dell'arte, anche se l'organizzazione promette battaglia. "Andremo avanti lo stesso - fa sapere il direttore artistico di FotoGrafia, Marco Delogu - Abbiamo già ottenuto il sostegno di tutti gli sponsor, sulla comunità di Flickr (il sito multilingua dove gli appassionati di fotografia condividono scatti discussioni sulla materia, n.d.r.) ci sono già messaggi in nostro favore".

L'abbandono del Comune significa, all'atto pratico, l'impossibilità di utilizzare il Palaexpo e il Museo di Roma in Trastevere, spazi storici del festival. "Ma per fortuna la fotografia è un'arte poco 'esosa', in termini di spazi, di tecnologie e di costi - spiega Delogu. Oltretutto, la macchina era già partita "impossibile fare diversamente, quando si fa parte di un calendario internazionale".

Perché di questo si tratta. FotoGrafia è parte del Mese europeo della fotografia, iniziativa che attraversa le grandi città del vecchio continente, a cominciare da Parigi, in novembre, attraverso Vienna, Berlino, Varsavia e, appunto Roma. A Roma, in questi ultimi anni, sono passati i più grandi talenti mondiali, i cataloghi sulla città che ogni anno il festival affida a un diverso fotografo sono finiti alla Biennale di architettura di Venezia. "Senza tralasciare che il nostro è un evento vivo, radicato nel territorio, di immagini scattate nella città o da fotografi romani in giro per il mondo. Insomma, non una mostra in affitto, come se ne vedono tante. Quest'anno, poi, avremmo puntato ancora di più sui giovani".

C'è la sensazione di una volontà politica, di un desiderio di fare 'piazza pulita'. "Penso si voglia eliminare tutto quello che è stato trovato - dice il direttore artistico -. Tra l'altro, di fronte all'eventualità di sopprimere un evento, la procedura normale è quella di convocare gli interessati, di esporre i problemi, se ce ne sono. Non fa certo piacere apprendere la notizia dalla stampa".

Ci sarebbe anche l'eventualità di un cambio di sede... "Ma il festival è nato a Roma e per Roma, aveva trasformato la città in una grande capitale mondiale della fotografia: grazie anche a noi, gli appuntamenti e le mostre in città si susseguono al ritmo di uno alla settimana - conclude Delogu -. Il festival internazionale di Arles - con il quale collaboriamo, io stesso l'anno scorso ho curato una sezione, che poi è stata replicata a Parigi, durante la notte Bianca - è un evento mondiale da 40 anni, lo è stato con Chirac, con Jospin, e ora lo è anche con Sarkozy: evidentemente c'è un senso dello stato, del bene comune, diverso dal nostro".

Tra le iniziative di FotoFestival, la collaborazione con la Comunità di Sant'Egidio: fotografi che gravitano intorno alla manifestazione hanno documentato il lavoro dell'associazione in giro per il mondo, dal Malawi al Mozambico, alla Guinea.

(fonte La Repubblica)

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