L'arte tra scultura e cinema. Visioni verticali alla McCall

Andare in basso

L'arte tra scultura e cinema. Visioni verticali alla McCall

Messaggio  Fax AdM il Mar Mar 31, 2009 11:20 am

MILANO - Il bello dell'arte contemporanea è anche quello di poter immaginare "film di luce solida". Basta giocare con fasci di luce in uno spazio oscurato e magari riempito di foschia. L'illusione, se non la vertigine, del volume tridimensionale sta tutta nei movimenti ellittici e ondulatori che le proiezioni di luce eseguono nello spazio, come in una danza incorporea e metafisica. E' questo quello che fa l'anglo-americano Anthony McCall, classe '46, virtuoso dei "Solid Light Films", genere multi-disciplinare di creatività hi-tech che orchestra con gusto temerario installazione, film, scultura e performance per ottenere mirabili sculture di luce. Lo dimostra nella sua personale dal titolo "Breath. The Vertical Works" in scena all'Hangar Bicocca fino al 21 giugno sotto la cura di Serena Cattaneo Adorno, che raccoglie le proiezioni verticali in gran parte inedite e prodotte tra il 2004 e il 2009, con un lavoro appositamente concepito per lo spazio monumentale dell'Hangar.

Dettaglio non trascurabile, quello della verticalità per questo artista che ha forgiato il suo primo "film di luce solida" nel '73, "Line Describing a Cone", diventato oramai un classico del cinema cosiddetto strutturalista, e che ha già sfoggiato le sue creature impalpabili in tutto il mondo, dalla Serpentine Gallery di Londra al Moma di New York, dall'Hamburger Bahnhof di Berlino all'Hirshhorn Museum, di Washington, dal Museo d'arte contemporanea di Barcelona, al Museum für Moderne Kunst di Francoforte. Prima del 2004 McCall utilizzava esclusivamente forme orizzontali. "Ma - racconta l'artista - c'è una grande differenza nel rapportarci a installazioni verticali od orizzontali: nelle forme orizzontali lo spettatore si muove intorno e attraverso ogni singola parte dell'oggetto proiettato e la sorgente luminosa è al livello degli occhi. Le forme verticali invece si elevano verso l'alto, fino a cinque volte la nostra altezza, perciò l'osservatore può occupare soltanto la parte inferiore della scultura e guardare il tunnel di luce sopra di sé. In entrambi i casi, le membrane di luce, e quindi anche gli spazi creati da quella luce, sono visibili grazie ai movimenti della foschia e alle spirali che talvolta si formano e che guidano l'occhio fino al punto in cui svaniscono nella lente del proiettore".

E gli ambienti dell'Hangar Bicocca appaiono perfettamente capaci di assecondare le velleità d'alta quota delle installazioni. Sono "Breath I" e "Breath II" del 2004, "Breath III" del 2005, "Between You and I" del 2006, "Coupling" del 2009 fino alla nuovissima "Meeting you Halfway" concepita per l'evento milanese. Ogni film varia da un quarto d'ora e mezz'ora e i proiettori sono posizionati a circa dieci metri al di sopra del pavimento, in modo tale che ogni figura proiettata si allarga tra i 4,5 e i 3,3 metri. "Breath I" evoca un'ellisse che si contrae e si espande mentre un'onda la attraversa, stimolando aperture e chiusure nella figura. "Breath II" propone due onde che si muovono a velocità diverse, mentre intorno un'ellisse si espande e si contrae, producendo aperture e chiusure multiple per finire in un collassato improvviso. In "Breath III" l'ellisse vive all'interno di un'onda in movimento. "Between You and I", così come "Meeting You Halfway" raccontano il dialogo serrato tra due figure ellittiche, che prima si contraggono lentamente poi si espandono rapidamente.

Insomma, tutte le opere di Anthony McCall si possono precisamente catalogare tra scultura e cinema. Scultura perché le forme occupano uno spazio tridimensionale e come tali possono essere fruite solo aggirandole o attraversandole. Cinema perché le forme e gli spazi sono fatti di luce proiettata, che lentamente cambia con lo scorrere del tempo. Eppure, come dice Hal Foster , "Luce solida è un bellissimo paradosso che evoca antichi misteri, ad esempio, la luce è fatta di particelle o di onde? E McCall ci invita a giocare con questo paradosso, a toccare le proiezioni come fossero palpabili, mentre i nostri corpi le attraversano con facilità, ci invita a credere in questi diversi volumi, anche se si tratta solo di luce".

Notizie utili - "Anthony McCall. Breath. The Vertical Works", dal 20 al 21 giugno, Hangar Bicocca, via Chiese 2, Milano.
Orari: tutti i giorni 11-19, giovedì 14.30-22, lunedì chiuso.
Ingresso: intero €8, ridotto €6.
Informazioni: www.hangarbicocca.it
Catalogo: Corraini.

(fonte: Repubblica.it)

_________________
"It's awfully considerate of you to think of me here and I'm most obliged to you for making it clear that I'm not here."

(Jugband Blues)

» Fax AdM MySpace
» Fax AdM MyRadio
» Fax AdM YouTube Channel
avatar
Fax AdM
Admin

Numero di messaggi : 492
Età : 38
Umore : Sinusoidalmente Illuminato
Data d'iscrizione : 02.10.08

Visualizza il profilo http://www.myspace.com/faxadm

Torna in alto Andare in basso

Re: L'arte tra scultura e cinema. Visioni verticali alla McCall

Messaggio  Fax AdM il Mar Mar 31, 2009 11:38 am











_________________
"It's awfully considerate of you to think of me here and I'm most obliged to you for making it clear that I'm not here."

(Jugband Blues)

» Fax AdM MySpace
» Fax AdM MyRadio
» Fax AdM YouTube Channel
avatar
Fax AdM
Admin

Numero di messaggi : 492
Età : 38
Umore : Sinusoidalmente Illuminato
Data d'iscrizione : 02.10.08

Visualizza il profilo http://www.myspace.com/faxadm

Torna in alto Andare in basso

Torna in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum